Buster - Servizi Editoriali

Roberto Ippolito

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La prima volta sugli scaffali delle librerie: com’è successo?

Essendo giornalista, gli spunti e i contatti non mi mancavano. Tuttavia non è stato facile concretizzare l’aspirazione a entrare nella diversa dimensione del libro rispetto al giornale. Devo ammettere che le difficoltà erano soprattutto mie e piano piano le ho superate.

 

Quanto è cambiata la versione definitiva rispetto alla prima stesura?

Le differenze tra il testo consegnato e quello definitivo non sono state rilevanti. I cambiamenti più significativi sono quelli voluti da me stesso per ottenere l’aggiornamento desiderato (e anche concordato) del contenuto.

 

Con chi hai lavorato alla revisione del testo? 

Ho lavorato a stretto contatto con l’editore, Giuseppe Laterza, i cui occhi sono stati sempre molto attenti. C’è stato un rapporto molto intenso, fruttuoso.

 

Questo metodo ha influito sui tuoi libri successivi?

L’inizio è stato per me un buon inizio.

 

Titolo, bandelle, note biografiche, copertina: ti ci applichi o lasci fare all’editore?

La visione, l’attività e direi la compagnia dell’editore, di ogni editore per tutti i libri che si pubblicano sono preziose. Ma io ci sono sempre: il mio libro è mio, ma il mio libro è un suo libro. Tento di avere cura per tutto. Per me è un’ovvietà.

 

 

Roberto Ippolito, scrittore e giornalista, ha conosciuto un nuovo successo con Ignoranti (Chiarelettere, 2013), denunciando il grave arretramento dell’istruzione e della cultura. In precedenza ha pubblicato con Bompiani i best seller Evasori (2008) e Il Bel Paese maltrattato (2010) e prima ancora è stato autore Laterza. Organizzatore di eventi culturali, è il direttore editoriale del festival letterario di Ragusa «A tutto volume» e di «Libri al centro», il primo evento di una settimana mai realizzato in un centro commerciale, Cinecittàdue a Roma, e l’ideatore di «Nel baule» al Maxxi, il Museo nazionale delle arti del XXI secolo nella capitale. Ha curato a lungo l’economia per il quotidiano «La Stampa». È stato direttore della comunicazione della Confindustria e delle relazioni esterne dell’Università Luiss, dove ha insegnato alla Scuola superiore di giornalismo.